mercoledì 10 giugno 2020

Ripartire dopo il COVID19: una proposta dal 1816




Nel 1815 l’eruzione del vulcano indonesiano Tambora propagò grandi quantità di cenere negli strati superiori dell'atmosfera coprendo la luce del sole per molti mesi, la temperatura globale si abbassò, i raccolti andarono distrutti. 
L’anno successivo, il 1816 è ricordato come l’anno senza estate, quello dell’ultima grande carestia in Europa.
Nel quadro di quella catastrofe, che provocò conseguenze sociali ed economiche gigantesche, nacquero iniziative che possono oggi suggerire come ripartire quando l’emergenza si avvierà a conclusione.

A Milano, nel dicembre 1816 fu istituita la Commissione Centrale di Beneficenza, nata col nome di “Commissione centrale per dar lavoro ai poveri” che sette anni più tardi, il 12 giugno 1823, generò la Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde. Obiettivo primario della Commissione fu di creare posti di lavoro destinati a coloro che la crisi aveva portato all'indigenza.

Si concessero mutui senza interesse ai comuni di tutto il territorio lombardo per promuovere opere pubbliche che permisero di dare lavoro a oltre 16.000 persone; si elargirono inoltre ai comuni i fondi per edificare nuove case di lavoro volontario (le cosiddette case di ricovero e d’industria), mentre solamente a beneficio dei cosiddetti “inabili al lavoro” venivano progettate delle case di ricovero con il precipuo obiettivo di limitare il fenomeno dell’accattonaggio. “
Tutta la storia:


#menofinanzapiusostanza

Etica delle app di tracciamento del COVID-19


Da qualche giorno è disponibile l’app di tracciamento Immuni che ha l’obiettivo di limitare il contagio da COVID19. Gli italiani, soprattutto i più giovani, sono sospettosi, nonostante le rassicurazioni del garante della privacy; finora solo due milioni di cittadini l’hanno scaricata e installata sul loro smartphone.  

In un articolo, la rivista Nature indica le linee guida etiche per una app di tracciamento; in pratica pone 16 domande per valutare in che misura l’app sia eticamente giustificabile.

Le app di tracciamento installate su un telefono cellulare informano tempestivamente di essere stati nelle vicinanze di qualcuno con il virus. La rapidità è fondamentale perché il tempo di incubazione del virus è di due settimane.

La raccolta di dati personali sensibili potenzialmente minaccia la privacy, l'uguaglianza e l'equità. Anche se le app COVID-19 sono temporanee, si corre il rischio di raccogliere e registrare in modo permanente dati vulnerabili sulla salute, sulla mobilità e sulle interazioni sociali delle persone.

È essenziale una maggiore supervisione etica. Finora le maggiori preoccupazioni si sono concentrate sui diritti alla privacy, tuttavia, altre considerazioni etiche e sociali non devono essere messe da parte nella fretta di superare la pandemia.

Le app di tracciamento dei contatti dovrebbero essere disponibili e accessibili a chiunque, indipendentemente dalla tecnologia necessaria o dal livello di alfabetizzazione digitale degli individui. In Italia la percentuale degli utenti di smartphone è del 75,7% (Rapporto Censis sulla comunicazione - febbraio 2020), una consistente parte di popolazione risulta dunque a rischio di esclusione dal programma di tracciamento.

L’app deve essere facile da usare, anche per gli utenti poco esperti, e poter funzionare con la più ampia gamma possibile di telefoni cellulari.

Limitare temporaneamente alcuni diritti e libertà fondamentali potrebbe essere eticamente giustificabile per affrettare la fine della pandemia. Gli individui in quarantena, ad esempio, aiutano a prevenire la diffusione della malattia. Probabilmente, potrebbe non essere etico non utilizzare le app di tracciamento digitale quando necessario. Tuttavia, molto dipende dall'efficacia dell'app, dall'obiettivo perseguito, dal tipo di sistema e dal contesto in cui verrà distribuita.
Ogni Paese sta adottando approcci diversi, è necessario un maggiore coordinamento. Sono in corso alcuni progetti sovranazionali per armonizzare le app. L'Organizzazione mondiale della sanità, ad esempio, sta sviluppando un'app per il controllo dei sintomi che potrebbe anche consentire il tracciamento dei contatti nei paesi con risorse limitate. Il garante europeo della protezione dei dati ha richiesto un'app di tracciamento dei contatti. La Commissione europea ha delineato i requisiti per le soluzioni di tracciamento digitale implementate nell'Unione europea, compresa la conformità alle norme sulla protezione dei dati e sulla privacy dell'UE.

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